Quando ristrutturiamo la nostra casa, pensando magari di cambiare i pavimenti per renderla ancor più accogliente, il nostro primo pensiero va quasi certamente al al parquet.

Se poi cerchiamo un colpo d’occhio su atmosfere classiche e dal fascino evergreen, un pavimento in legno a spina di pesce è certamente una delle soluzioni più indovinate.

Lo schema a spina di pesce ha origini antichissime, in uso già nell’antica Roma, ne possiamo trovare esempi nel Colosseo, ma anche nei lastricati di alcune strade (Opus Spicatum).

La spina di pesce è tradizionalmente composta da elementi tutti uguali posati a formare un angolo, generalmente a 90°, e si divide in due tipologie di base: la romana – conosciuta anche come “italiana” – riconoscibile per le tavolette rettangolari che poggiano testa su fianco, e quella ungherese – in Italia detto anche “alla francese” -, caratterizzata dalle teste inclinate e bacianti fra loro.

Nella spina ungherese, però, l’angolo non è necessariamente di 90°, poiché al variare dell’angolo di testa varierà quello interno; si usa spesso, per esempio, l’apertura a 120°.

La differenza sostanziale fra le due tipologie sta nel fatto che la spina francese tende a marcare, oltre alle due ortogonalità dei pezzi, dei corsi ben precisi nella direzione in cui è posata.

Ma oggi i pavimenti a spina vengono realizzati in tante varianti, con dimensioni fisse o miste e, con un po’ di fantasia e creatività, si può dar vita a nuove geometrie e nuove atmosfere.

Come per tutti i pavimenti di legno, anche la direzione di posa è rilevante.

È importante considerare che dal modo in cui la luce colpirà la superficie, essa restituirà, coi suoi riflessi, determinate caratteristiche di lettura dello spazio. Non di meno, questa direzione potrà in alcuni casi enfatizzare o meno le irregolarità geometriche di un ambiente.

Altra nota caratteristica è la consuetudine di incorniciarne le campiture centrali con un bordo, sia esso classico con bindello e fascia a pettine o con tavole correnti, soluzione più contemporanea e informale. Qualora la geometria degli ambienti ne consenta la realizzazione sarà comunque un bel fiore all’occhiello.

Adattandosi ai più svariati stili architettonici e a tantissime soluzioni di arredamento, la spina conferisce quell’aria nobile ed elegante agli ambienti, siano essi inseriti in contesti storici, sia in quelli moderni o contemporanei, fugge a regole dimensionali ed è perfetta nelle grandi dimore come nei piccoli appartamenti.

Nel primo caso, può contribuire a dare ordine e prestigio alle stanze di maggior rappresentanza che magari necessitano di marcare con un disegno a terra la forma e l’importanza che le si deputa, nel secondo farà percepire lo spazio in maniera più ampia sottolineando al contempo un certo stile e una cura nei dettagli, anche in contesti non necessariamente sontuosi.

Ora non resta che perfezionare il pavimento con le lavorazioni di superficie, che possono essere essenziali e pulite come la levigatura o la spazzolatura o più materiche e irregolari, come la sgorbiatura e la piallatura, la nuance nei tantissimi colori e legni disponibili e la finitura con vernici o olio e cera …ma questo sarà il tema di un altro articolo.

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